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SINTESI DI MONITORAGGIO LEGISLATIVO FEBBRAIO 2020

NOTA POLITICA

Mentre l’Italia continua a fare i conti con il diffondersi dell’epidemia non si arrestano le macchinazioni politiche dentro e fuori la coalizione che sostiene il Conte II. Dal centrodestra si leva con forza la richiesta di un governo istituzionale che traghetti il Paese al più presto verso nuove elezioni. La maggioranza M5S-Pd respinge naturalmente qualsiasi idea di un governissimo, anche se resta il fatto che l’attenzione mediatica delle ultime settimane sia stata dominata proprio dalla querelle intestina fra gli alleati di governo e i renziani di Italia Viva, che ha gettato più di un’ombra sul futuro dell’attuale esecutivo. I quattro punti fondamentali fissati da Renzi in vista del faccia a faccia con Conte (poi rinviato causa emergenza sanitaria) hanno chiarito infatti che dal singolo tema della prescrizione si è ormai passati allo scontro a tutto campo fra Italia Viva e i partner di governo. Complice un atteggiamento in Aula che ha detto moltissimo della voglia di IV di marcare la distanza politica fra sé e il resto della coalizione – come nel caso ad esempio dei provvedimenti su intercettazioni e Milleproroghe.

Ad acuire le tensioni ci sono naturalmente le antiche ruggini fra Conte e Renzi, come pure la delicata partita delle nomine ove gli alleati sono incappati in uno stallo immediato sulla Rai e quando all’orizzonte c’è da assegnare poltrone cruciali e soprattutto ambite come quelle di Eni, Enel, Terna, Poste e Leonardo.

LAVORI PUBBLICI

Approvata definitivamente la cd. Legge Milleproroghe 2020: Focus sui contenuti di interesse

Dopo l’approvazione con voto di fiducia da parte della Camera e del Senato e con la sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale il cd. DL Milleproroghe è finalmente legge. Il testo, composto da 44 articoli, alla fine è diventato un vero e proprio decreto omnibus, e contenente le materie più disparate. Tra le principali novità si segnalano:

- Bonus verde, è stata disposta la proroga di un anno (a tutto il 2020) del cosiddetto bonus verde, ovvero l'agevolazione fiscale per la sistemazione delle aree verdi negli edifici già esistenti e per la realizzazione di coperture a verde e di giardini pensili. L'agevolazione consiste nella detrazione del 36% della spesa sostenuta, nel limite di spesa di 5mila euro annui ed entro la somma massima detraibile di 1.800 euro. Qui per approfondire 

- Scuole, verifiche antisismiche entro il 31 dicembre 2021. Entro il 31 dicembre 2021 gli edifici scolastici situati nelle zone a rischio sismico devono essere sottoposti a verifica di vulnerabilità sismica.

- Lavori efficienza energetica, slitta al 30 giugno 2020 il termine entro cui i comuni beneficiari di contributi, per interventi di efficientamento energetico e sviluppo territoriale sostenibile, sono obbligati ad iniziare l'esecuzione dei lavori. Il differimento del termine si applica ai comuni che non hanno potuto provvedere alla consegna dei lavori entro il termine fissato al 31 ottobre 2019, per fatti non imputabili all'amministrazione.

- Rinvio anche della richiesta del contributo da parte degli enti locali, a copertura della spesa di progettazione definitiva ed esecutiva, per interventi di messa in sicurezza del territorio (entro il 15 maggio 2020), e la proroga al 30 giugno 2020 della definizione dell'ammontare del previsto contributo, attribuito a ciascun Comune.

- Antincendio hotel: c'è il nuovo rinvio per l'adeguamento alle norme di prevenzione incendi per alcune categorie di strutture ricettive turistico-alberghiere. Qui per approfondire

Arriva lo Sblocca-cantieri bis: nuove correzioni a codice appalti e commissari

La Ministra delle Infrastrutture, Paola De Micheli, che in audizione in Parlamento sulle linee programmatiche del suo Ministero aveva rimarcato la volontà di non attuare nuovi interventi legislativi sulla materia dei Contratti pubblici, si è ora convinta del contrario.

Da una parte c'è il pressing (e la concorrenza) di Matteo Renzi che chiede come bandiera di Italia viva un mezzo centinaio di commissari rafforzati con pieni poteri per sbloccare 110 miliardi di risorse congelate, dall'altra c'è la constatazione che le riforme (per esempio il nuovo regolamento degli appalti) non possono marciare nel senso auspicato della semplificazione e della velocizzazione senza qualche mirato intervento sul codice.

Tanto più se si profila all'orizzonte un Regolamento unico (ancora da sfoltire e vidimare) che viaggia oltre i 300 articoli e che ha recepito al proprio interno tutto l'esistente, comprese le linee guida Anac da cui tutti dicono di voler uscire. E proprio questa potrebbe essere la prima norma del decreto legge in corso di costruzione: un chiarimento definitivo che le linee guida Anac non sono vincolanti per le amministrazioni pubbliche. Quanto ai commissari, De Micheli ha dimostrato concretamente in questi cinque mesi di non considerarli affatto risolutivi, almeno nella versione dello sblocca cantieri 1, visto che non ne ha praticamente nominati. Un chiarimento potrebbe arrivare su poteri, contabilità, risorse di queste figure straordinarie. Senza contare che oggi in pochi si prenderebbero l'onere di far marciare a forza un'opera pubblica senza un adeguato scudo che metta al riparo da responsabilità penali e contabili invasive. E qui non è escluso che si torni a parlare di una norma circolata a lungo in bozza ma che poi si è persa per strada, quella che esime da responsabilità contabili il commissario o il Rup (responsabile unico del procedimento) che si siano attenuti a un parere espresso preventivamente dalla Corte dei conti (o anche dall'Anac).

Sempre nella sfera legislativa si sta pensando di intervenire per eliminare il limite generale del 40% al subappalto (condannato dalla corte di giustizia Ue) e lasciare libertà alle stazioni appaltanti di fissare il limite (una norma sul subappalto, anche se limitata alla cancellazione della terna, è già stata inserita nel disegno di legge di delegazione europea).

Torna in campo anche l'obiettivo di qualificare e ridurre il numero delle stazioni appaltanti. De Micheli ne ha parlato pubblicamente a più riprese sostenendo che questo era e deve tornare a essere un obiettivo qualificante della riforma degli appalti. Al momento in Italia sono attive circa 36mila stazioni appaltanti. “Lo so – ha rilanciato la Ministra - che avremo resistenze da parte degli enti locali, ma questa cosa è necessaria, totalmente necessaria per accelerare le procedure”. La riforma già prevede un decreto che dovrebbe classificare le amministrazioni in base alle loro capacità di gestire un appalto. Ma quel decreto attuativo è rimasto bloccato e non è escluso che anche qui, per arrivare a una vera qualificazione e selezione, sia necessario rivedere la norma primaria. Qui per approfondire

Green new Deal: nuova bozza di disegno di legge 

Il Governo è al lavoro su una primissima bozza di disegno di legge sul Green New Deal per la transazione ecologica del paese.

Una delle proposte di maggiore impatto è la maggiorazione della detrazione fiscale per gli interventi di efficientamento energetico degli edifici. Il ddl propone un innalzamento dal 65% all’80%, per le spese sostenute fino al 31 dicembre 2021, nel caso in cui si scelgano soluzioni di contabilizzazione dei consumi energetici e dei risparmi ottenuti dopo l’intervento verificati dall’Enea.

L’Enea quantificherebbe il risparmio conseguito nei 3 anni successivi all’intervento basandosi sui dati dei 5 anni precedenti. Sarebbe valutata la prestazione complessiva dell’edificio, cumulando l’energia termica con quella elettrica consumata e prodotta. Dopo la trasmissione dei dati all’Agenzia delle Entrate, se il risparmio medio annuo complessivo fosse superiore al 65%, la detrazione verrebbe prolungata per altri 2 anni, fino al raggiungimento della soglia dell’80%. Se, invece, il risparmio medio annuo complessivo fosse inferiore, le Entrate predisporrebbero “la cessazione della restituzione al quinto anno (65%)”.

Il ddl propone infine l’abrogazione dell’ecobonus al 50% sulle spese, sostenute nel 2020, “per l'acquisto e la posa in opera di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili, fino a un valore massimo della detrazione di 30mila euro”.

Il testo propone inoltre che, fino al 31 dicembre 2022, le imprese di costruzione o di ristrutturazione immobiliare che acquisteranno interi fabbricati, per demolirli e ricostruirli nei 10 anni successivi, anche con variazione volumetrica, paghino l’imposta di registro e le imposte ipotecaria e catastale nella misura fissa di euro 200 ciascuna.

Viene inoltre prevista l’obbligatorietà del fascicolo del fabbricato.

Si tratta, tuttavia, di una raccolta di proposte ancora oggetto di valutazione da parte del Governo, la strada per il disegno di legge è ancora lunga. Qui per approfondire

Lavori pubblici: Un arresto ogni 10 giorni. Primo settore per il rischio corruzione
Un arresto ogni dieci giorni e un caso di corruzione a settimana sono i dati del termometro che misura l'esposizione degli appalti pubblici al rischio corruzione. Numeri importanti, anche se maturati nel pieno della crisi economica e al riparo dalle grandi inchieste sotto la debole illuminazione dispensata dai riflettori delle pagine interne dei giornali locali. A tenere più alta l'attenzione ci prova l'Autorità anticorruzione che ha diffuso il Report sulla corruzione in Italia negli ultimi tre anni (2016-2019).
In questo lasso di tempo, informa l'Anac, sono state 117 le ordinanze di custodia cautelare per corruzione decise dall'autorità giudiziaria e correlate in qualche modo al settore degli appalti. «Esemplificando - si legge - è quindi possibile affermare che sono stati eseguiti arresti ogni 10 giorni circa». Si tratta avverte sempre l'Anac, di dati approssimati per difetto. Perché «ordinanze che ictu oculi non rientravano nel perimetro di competenza dell'Anac non sono state acquisite». In linea con questa cadenza temporale sono anche i casi di corruzione emersi analizzando i provvedimenti della magistratura: 152, ovvero uno a settimana (solo a considerare quelli scoperti).
Dal punto di vista numerico, spicca il dato relativo alla Sicilia, dove nel triennio sono stati registrati 28 episodi di corruzione (18,4% del totale) quasi quanti se ne sono verificati in tutte le regioni del Nord (29 nel loro insieme). A seguire, il Lazio (con 22 casi), la Campania (20), la Puglia (16) e la Calabria (14). Il 74% delle vicende (113 casi) ha riguardato l'assegnazione di appalti pubblici «a conferma - sottolinea l'Anac - della rilevanza del settore e degli interessi illeciti a esso legati per via dell'ingente volume economico». Il restante 26%, per un totale di 39 casi, è composto da ambiti di ulteriore tipo (procedure concorsuali, procedimenti amministrativi, concessioni edilizie, corruzione in atti giudiziari, ecc.). L'Anac stigmatizza il fatto che la corruzione sia «scomparsa dal dibattito pubblico», mentre «rappresenta un fenomeno radicato e persistente, verso il quale tenere costantemente alta l'attenzione». Per questo «occorre rilevare come la prevalenza degli appalti pubblici nelle dinamiche corruttive giustifichi la preoccupazione nei confronti di meccanismi di deregulation quali quelli di recente introdotti, verso i quali l'Anac ha già manifestato perplessità». Il passaggio, quasi inutile sottolinearlo, è dedicato alle novità del decreto Sblocca-cantieri su affidamenti diretti e subappalti che l'Anac, ai tempi ancora guidata da Raffaele Cantone, ha criticato senza mezzi termini. Qui per approfondire

Subappalto, la Corte Ue bacchetta l’Italia: L’esclusione non può essere automatica
L’operatore che si aggiudica una gara può essere escluso perché uno dei suoi subappaltatori ha violato gli obblighi in materia di diritto ambientale, sociale e del lavoro? La Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha risposto di sì, ma il caso deve essere valutato e non può esserci un meccanismo di esclusione automatico.
I giudici europei hanno spiegato che i Paesi membri possono determinare il grado di rigore delle cause di esclusione con discrezionalità, in base alle particolari condizioni interne. È quindi ammissibile l’esclusione basata su una violazione commessa non solo dall’operatore che ha presentato l’offerta, ma anche del subappaltatore di cui intende avvalersi. La Stazione Appaltante può infatti pretendere di aggiudicare l’appalto all’operatore che dimostri il rispetto delle regole fin dalle prime fasi della procedura. Tuttavia, ha aggiunto la Corte, la normativa italiana prevede in modo generale e astratto l’esclusione automatica dell’operatore per eventuali violazioni commesse da uno dei suoi subappaltatori, indipendentemente dalle circostanze in cui si è verificata tale violazione. La normativa italiana, ha concluso la Corte Ue, non consente alla Stazione Appaltante di scegliere se escludere l’operatore principale o, invece, tenerlo in gara nel caso in cui dimostri di poter eseguire l’appalto da solo. I giudici hanno quindi giudicato la disposizione del Codice Appalti contraria ai principi comunitari.
Questa disposizione sulle cause di esclusione non è l’unica norma del Codice Appalti ad essere incappata nel giudizio negativo dell’Unione Europea. Dopo una serie di segnalazioni, la Corte Ue a settembre ha giudicato illegittimi i limiti imposti al subappalto dalla normativa italiana. Qui per approfondire

Prestazione energetica degli edifici, nuovi parametri per il calcolo

Il Consiglio dei Ministri ha approvato il Decreto Legislativo che recepisce nell’ordinamento italiano la Direttiva 2018/844/UE sull’efficienza energetica, cambiano i requisiti cui attenersi nella valutazione della prestazione energetica degli edifici. Modifiche che si ripercuotono a cascata sull’attività dei certificatori e sui regolamenti edilizi dei comuni, che dovranno adeguarsi alle nuove prescrizioni.

Il decreto stabilisce che, in caso di sostituzione del generatore di calore, l’edificio deve essere dotato di dispositivi autoregolanti, in grado di controllare separatamente la temperatura di ogni vano o di una determinata zona riscaldata o raffrescata. Negli interventi di nuova installazione o sostituzione dei sistemi tecnici per l’edilizia, i requisiti minimi devono considerare il rendimento energetico globale, la corretta installazione, il corretto dimensionamento e sistemi di regolazione e controllo eventualmente differenziabili per gli edifici nuovi ed esistenti. Secondo il decreto, i requisiti degli edifici nuovi o ristrutturati devono rispettare i parametri del benessere termo-igrometrico degli ambienti interni, della sicurezza in caso di incendi e dei rischi connessi all’attività sismica. I nuovi sistemi evoluti e ad alta efficienza diventano fondamentali per la classificazione degli edifici. Viene infatti introdotto il “livello di “prontezza” dell’edificio all’utilizzo di tecnologie smart. L’indicatore si sommerà a quelli utilizzati per la definizione della prestazione energetica. Qui per approfondire

Bonus facciate: Arrivano le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate

L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato una circolare volta a chiarire quali soggetti possono accedere al cd. Bonus facciate, misura introdotta dalla Legge di Bilancio 2020. Nel testo si legge come i contribuenti - residenti e non residenti, anche se titolari di reddito d'impresa - che possono fruire dell’incentivo sono: Persone fisiche (compresi gli esercenti arti e professioni), enti pubblici e privati che non svolgono attività commerciale, società semplici, associazioni tra professionisti e contribuenti che conseguono reddito d'impresa (persone fisiche, società di persone, società di capitali). Qui il testo della circolare

EQUO COMPENSO

Equo compenso: Il Lazio impone alle PA regionali di applicare i parametri ministeriali

Con la Delibera 22 del 28 gennaio 2020, la Giunta regionale del Lazio interviene nuovamente a garanzia dell’Equo compenso per i professionisti fissando - per tutti gli uffici regionali e per le società controllate e partecipate dalla Regione - rigidi paletti nelle procedure di acquisizione di servizi professionali, per evitare di “alterare l’equilibrio tra le prestazioni professionali da effettuare e il compenso stabilito”.

Leggi qui il commento di Fondazione Inarcassa

PROFESSIONISTI

Flat tax, Ministero dell’Economia: nuove regole subito applicabili

Le nuove regole sulla Flat tax, introdotte dalla Legge di Bilancio 2020, non sono contrarie allo Statuto del contribuente. Questo quanto chiarito dal Ministero dell’Economia rispondendo a due interrogazioni presentate alla Camera dagli Onorevoli Trano (M5S) e Centemero (Lega).

I limiti e le cause di esclusione, ha spiegato il Sottosegretario all’Economia Alessio Villarosa, sono già in vigore e le verifiche devono essere condotte sui redditi del 2019. Villarosa ha inoltre spiegato che la Legge di Bilancio 2020, tra le varie cause di esclusione, vieta l’accesso al regime forfetario ai professionisti che abbiano percepito redditi da lavoro dipendente, o assimilati, di importo superiore a 30mila euro lordi. Si tratta di una causa di esclusione, ha affermato, identica a quella prevista dalla Legge 190/2014, in sede di prima applicazione del regime forfetario. Le verifiche, ha continuato, vanno condotte con riferimento all’anno precedente all’applicazione del regime forfetario. Questo significa che è escluso chi nel 2019 ha percepito redditi da lavoro dipendente superiori a 30mila euro. Nel caso preso in esame dall’Agenzia delle Entrate nel 2019, il professionista per rimanere nel regime forfetario doveva adempiere ad un obbligo, cioè cedere le quote di controllo della Srl. Non essendo trascorsi i 60 giorni previsti tra l’approvazione della legge e l’entrata in vigore degli obblighi, i termini sono slittati all’anno successivo. Le modifiche introdotte dalla Legge di Bilancio 2020, invece, ha aggiunto Villarosa, non impongono adempimenti a carico dei contribuenti che vogliono usufruire del regime forfetario. I requisiti per accedere alla tassazione agevolata impongono solo una verifica sui redditi dell’anno precedente. L’applicazione immediata delle nuove regole non contrasta quindi con lo Statuto del contribuente. Ad ogni modo, Villarosa ha annunciato che l’Agenzia delle Entrate sta redigendo una serie di chiarimenti interpretativi sulle novità della legge di Bilancio 2020. Qui per approfondire