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SINTESI DI MONITORAGGIO LEGISLATIVO MARZO 2020

GOVERNO

DL Cura Italia: ecco le misure per autonomi e professionisti
Il Consiglio dei Ministri ha dato finalmente il via libera alle misure per il contrasto all'emergenza coronavirus: aiuti per gli ospedali, le famiglie, i lavoratori e le imprese, per un totale di circa 25 miliardi di euro, che attiveranno flussi per 350 miliardi di euro. Il decreto - ha spiegato il Ministro dell'Economia, Roberto Gualtieri, in conferenza stampa - si articola in cinque assi: 1. Sistema Sanitario Nazionale e Protezione Civile, per 3,5 miliardi di euro; 2. sostegno all'occupazione e al reddito dei lavoratori, per 10 miliardi di euro; 3. iniezione di liquidità nel sistema del credito con garanzie pubbliche al credito per sospendere mutui e prestiti, misura che mobiliterà circa 340 miliardi di euro; 4. sospensione obblighi di versamento di contributi e tributi (la scadenza di oggi è differita al 20 marzo; altre scadenze al 31 maggio); 5. norme di sostegno a settori economici specifici.
Il provvedimento, in vigore dal 17 marzo scorso, contiene una serie di disposizioni per autonomi e professionisti. Ai liberi professionisti titolari di Partita IVA, ai co.co.co. in gestione separata e ai lavoratori autonomi iscritti alle gestioni speciali dell’Ago e ai dipendenti stagionali del settore turismo è riconosciuto un indennizzo di 600 euro per il mese di marzo. L’indennizzo è erogato dall'INPS previa domanda. La misura riguarda una platea di quasi 5 milioni di persone: professionisti non iscritti agli ordini, artigiani, commercianti, coltivatori diretti, coloni e mezzadri, stagionali dei settori del turismo e degli stabilimenti termali, lavoratori del settore spettacolo, lavoratori agricoli. La misura, attraverso l’istituzione del Fondo per il reddito di ultima istanza, è stata estesa anche a favore dei professionisti iscritti a casse di previdenza private.
Il Ministro del Lavoro Nunzia Catalfo, di concerto con il Ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, ha firmato il Decreto Interministeriale che fissa le modalità di attribuzione del Fondo per il reddito di ultima istanza previsto dall’articolo 44 del cd. DL Cura Italia. Il bonus andrà chiesto alla propria Cassa di previdenza e sarà erogato a chi ha avuto redditi fino a 35mila euro o, tra 35 e 50mila, abbia subito cali di attività di almeno il 33% nei primi 3 mesi 2020.
Il Decreto Interministeriale è stato pubblicato sul sito del Ministero del Lavoro nella mattinata di mercoledì 1 aprile. Il Ministro Catalfo spiega che “si tratta di un primo intervento per fronteggiare immediatamente la situazione di emergenza ribadendo che “siamo già al lavoro sulle nuove misure per il decreto aprile, dove l’obiettivo è di prevedere, per queste categorie di lavoratori, un indennizzo di importo superiore”.
Il sostegno al reddito dei lavoratori autonomi e professionisti iscritti agli enti di diritto privato di previdenza obbligatoria, danneggiati dall'emergenza Coronavirus, spiega una nota del ministero del Lavoro, è costituito da un’indennità per il mese di marzo pari a 600 euro. Il decreto stabilisce che questo importo sarà riconosciuto: a) ai lavoratori che abbiano percepito, nell'anno di imposta 2018, un reddito complessivo non superiore a 35mila euro; b) ai lavoratori che, sempre nell'anno di imposta 2018, abbiano percepito un reddito complessivo compreso tra 35mila e 50mila euro e abbiano cessato, ridotto o sospeso la loro attività autonoma o libero-professionale di almeno il 33% nel primo trimestre 2020 rispetto allo stesso periodo del 2019, sempre a causa del virus Covid-19. Qui per approfondire

Leggi qui il commento di Fondazione Inarcassa

Leggi qui l’intervista rilasciata a Linkiesta dal Presidente della Fondazione Inarcassa

Ascolta qui l’intervento del Consigliere arch. Antonio Guglielmini al Gr1 Economia del 1 aprile 2020

LAVORI PUBBLICI

Coronavirus, il MIT pubblica Linee guida sulla sicurezza nei cantieri

Il Ministero delle Infrastrutture ha pubblicato le Linee guida sulla sicurezza nei cantieri con le quali vengono fornite indicazioni operative finalizzate a incrementare l’efficacia delle misure precauzionali di contenimento adottate per contrastare l’epidemia di Covid-19. Si tratta di misure che riguardano i titolari del cantiere, tutti i subappaltatori e i subfornitori presenti in cantiere e che sono coerenti con il protocollo sottoscritto il 14 marzo 2020 da CGIL,CISL,UIL Confindustria, Rete  Impresa Italia, Confapi, Alleanza delle cooperative.

Le linee guida illustrano dettagliatamente tutto quello che occorre per garantire la sicurezza in un cantiere: le modalità di comportamento da tenere; le modalità di accesso dei fornitori esterni; la pulizia e sanificazione, le precauzioni igieniche personali, i dispositivi di protezione personale, la gestione degli spazi comuni, l’organizzazione del cantiere (turnazione, rimodulazione del cronoprogramma delle lavorazioni),  la gestione di una persona sintomatica, la sorveglianza sanitaria. Qui per approfondire

Appalti, sospensione di 52 giorni

Con una circolare diramata nei giorni scorsi, il Mit ha spiegato che l’articolo 103 del Decreto “Cura Italia” ha disposto la sospensione dei termini dei procedimenti amministrativi pendenti o iniziati dopo la data del 23 febbraio 2020. In questi casi, non si tiene conto del periodo intercorrente tra il 23 febbraio e il 15 aprile 2020. Il Dl ha inoltre prorogato la scadenza di certificati, permessi e concessioni fino al 15 giugno 2020.

Nella sua circolare, il Mit ha chiarito che la sospensione si applica anche alle procedure di appalto e concessione disciplinate dal Codice Appalti (D.lgs. 50/2016).

I termini delle procedure di affidamento di appalti e concessioni, pendenti alla data del 23 febbraio 2020 o iniziati dopo questa data, devono ritenersi sospesi per un periodo di 52 giorni, cioè il tempo corrispondente al periodo tra il 23 febbraio e il 15 aprile 2020.

La sospensione, si precisa, è stabilita “in favore del soggetto onerato”, cioè del soggetto obbligato ad effettuare la prestazione o a realizzare i lavori, pertanto nulla vieta che professionisti ed imprese possano decidere di ultimare le attività previste nei termini precedentemente stabiliti o in un termine inferiore rispetto a quello della sospensione. Qui per approfondire

Progettazione, un bando su tre sbaglia a indicare le categorie

Errata indicazione delle categorie e qualifiche richieste ai progettisti, assenza del calcolo dei corrispettivi per il professionista, mancata previsione della soglia di sbarramento tecnico e mancato ricorso a formule "calmieranti" dei ribassi d'asta. Sono queste le irregolarità riscontrate con maggior frequenza nel campione di 330 bandi di servizi di architettura e ingegneria analizzati dall'Osservatorio nazionale dei servizi di architettura e ingegneria (Onsai) del Consiglio nazionale degli architetti. Bandi che sono stati segnalati all'osservatorio nazionale dagli ordini territoriali. L'analisi qualitativa condotta dai tecnici dell'Onsai ha stilato una casistica che conta ben 25 diverse irregolarità. La buona notizia è che rispetto alle analisi condotte sui bandi degli anni 2017 e 2018 i dati, ha affermato Rino La Mendola, vicepresidente del Consiglio nazionale e coordinatore dell'Osservatorio, “continuano a segnare per il 2019 un trend positivo, determinato probabilmente dall'applicazione di nuovi dispositivi introdotti dal nuovo Codice dei contratti e soprattutto dal decreto correttivo, varato nel 2017, che ha recepito una serie di emendamenti proposti dal Consiglio nazionale degli architetti e dalla Rete delle professioni tecniche”.

Accanto a criticità con frequenza in diminuzione, ce ne sono altre che invece segnano un incremento rispetto al passato. Nel 2019, per esempio, il 10% dei bandi esaminati evidenzia la mancata osservanza dell'art. 23 comma 2 del codice dei contratti che, in relazione alla tipologia delle opere da realizzare, avrebbe imposto il ricorso al concorso di progettazione in luogo del semplice servizio di architettura e ingegneria. Inoltre, rimane ancora alta (35%) la quota dei bandi con errata divisione in categorie; così come la percentuale dei bandi in cui si rileva il mancato ricorso alla soglia di sbarramento del punteggio tecnico (27%) o a formule "calmieranti"

dei ribassi (24%), al fine di privilegiare, negli affidamenti di servizi di architettura e ingegneria, l'offerta tecnica rispetto a quella economica. Qui per approfondire

Prevenzione incendi, in arrivo nuove regole per i luoghi di lavoro

In arrivo nuove regole per il controllo e la manutenzione degli impianti e delle attrezzature antincendio e per la gestione dell'emergenza nei luoghi di lavoro.

A prevederlo due decreti, uno specifico su controlli e manutenzione degli impianti antincendio e l’altro sulla gestione dell'emergenza antincendio, presentati dal Comitato centrale tecnico scientifico per la prevenzione incendi (Ccts).

Il DM sui controlli per gli impianti antincendio contiene le regole per il controllo e la manutenzione degli impianti: prescrive che i controlli siano eseguiti a regola dell’arte, in accordo a norme e specifiche tecniche pertinenti, e in accordo con il manuale di uso dell’impianto.

Inoltre, il decreto stabilisce che potranno intervenire sugli impianti e sulle attrezzature antincendio solo operatori qualificati. Nell’allegato II, sono contenuti i requisiti e le modalità di qualificazione del tecnico manutentore. Ad esempio, viene stabilito che il tecnico manutentore qualificato deve effettuare un percorso di formazione erogato da soggetti formatori, pubblici o privati, tenuti ad avvalersi di docenti con specifici requisiti.

Il secondo provvedimento regola la gestione dell'emergenza, in tutti i luoghi di lavoro; la norma stabilisce che il datore di lavoro deve predisporre un piano di emergenza in presenza di almeno 10 lavoratori. Nel predisporre il piano di emergenza, il datore di lavoro deve prevedere una adeguata assistenza alle persone con esigenze speciali, indicando misure di supporto alle persone con ridotte capacità sensoriali o motorie, tra le quali adeguate modalità di diffusione dell'allarme, attraverso dispositivi sensoriali (luci, scritte luminose, vibratori, anelli di induzione) e messaggi da altoparlanti. Il decreto contiene anche gli obblighi di aggiornamento periodico degli addetti antincendio. Le disposizioni che riguardano la nomina degli addetti antincendio e la loro formazione e aggiornamento si applicheranno anche ai cantieri temporanei o mobili e agli stabilimenti a rischio di incidente rilevante. Qui per approfondire

Ecobonus 100% e sconto in fattura: Questo  il piano anticrisi (e antivirus) del Governo

Tra le proposte allo studio del Governo per rilanciare l’economia e sostenere il settore edile, gravato, oltre che da una crisi pluriennale, dall’arrivo del coronavirus ci sono: Ecobonus al 100%, reintroduzione dello sconto in fattura, procedure più veloci nei cantieri.
In una intervista rilasciata al quotidiano Il Sole 24 Ore, il Ministro dello Sviluppo Economico, Stefano Patuanelli, ha affermato che “è fondamentale il potenziamento dell'ecobonus. Si può spingere portando anche al 100% la detrazione per l'efficienza energetica e accompagnandola con lo sconto in fattura”. Patuanelli ha spiegato che il Governo sta valutando se aumentare le soglie degli investimenti incentivabili con il credito di imposta o le percentuali di beneficio fiscale. Ma non solo, perché potrebbe allargarsi anche l’orizzonte temporale degli incentivi, che da annuale diventerebbe triennale.
Nella sua intervista, Patuanelli ha anche annunciato l’intenzione di sostenere le imprese con anticipi di liquidità e con una legge speciale per la cantierizzazione immediata degli investimenti, così come fatto a Genova. Intenzioni ribadite, in un’intervista al Fatto Quotidiano, dal Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli, che ha annunciato: “vareremo norme per snellire le procedure e velocizzare i lavori sul modello di quanto fatto a Genova per ricostruire il ponte Morandi. Bisogna accelerare sulla legge speciale sui cantieri a cui stiamo già lavorando come M5S”. Il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, in un intervento a 24Mattino su Radio 24 ha affermato: “occorre attivare una domanda pubblica sulle infrastrutture italiane e europee che vada a compensare il calo della domanda privata, visto che i consumi arretreranno”, e insieme “aprire un fronte sul credito per aiutare nel periodo di transizione le imprese che avranno cali di fatturato. Sono queste le priorità da affrontare, di fronte all'emergenza coronavirus”. Qui per approfondire