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SINTESI MONITORAGGIO LEGISLATIVO 22 marzo – 4 aprile 2014

Aprile 2014

NOTA POLITICA

La credibilità internazionale dipende dalla seria intrapresa delle riforme strutturali, troppo spesso annunciate e mai realizzate. Questa la chiave dell’azione politica di Matteo Renzi, come espresso anche in una lunga intervista a Il Messaggero, insieme alla volontà di scardinare gli equilibri delle grandi organizzazioni, sindacali e non.

Il 24 marzo Renzi partecipa al G7 all’Aja e nell’occasione tiene incontri bilaterali con il primo ministro giapponese Abe e quello canadese Harper. Il 28 incontra Obama in visita a Roma, il quale annuncia la – per niente scontata – partecipazione degli USA a Expo 2015. Il 2 aprile incontra il premier David Cameron e anche il labour Ed Milliband a Londra, dove vede anche i rappresentanti della comunità italiana che lavorano nelle grandi realtà finanziarie della City e svolge altri incontri informali con il mondo finanziario inglese, anche nell’ottica dell’avvio del piano di privatizzazioni, con il quale si punta a portare nelle casse dello Stato dagli 8 ai 10 miliardi di euro in due anni.

Il 1 aprile il Consiglio dei ministri ha approvato il testo per la riforma del Senato, che diverrà “Senato delle autonomie” e sarà composto da 148 persone (21 nominate dal presidente della Repubblica, 127 in rappresentanza di Regioni e Comuni) che non percepiranno alcuna indennità. Il 4 la Camera ha approvato il ddl Delrio che trasforma le Province in enti di secondo livello e istituisce le città metropolitane

Sempre sul fronte della rottura degli equilibri il presidente del consiglio ha puntato il dito sulle troppo alte retribuzioni dei manager e sulla riluttanza al cambiamento di sindacati e Confindustria.

Questo clima sembra premiare: secondo l’Istat la fiducia di imprese e consumatori è salita a livelli che non si toccavano dal 2011 e l’Italia ritorna a piacere agli investitori. Crescono l’esposizione all’Italia dei fondi USA e i flussi dall’Asia e sono stati collocati 3 miliardi di euro di Btp a 5 anni con tassi ai minimi storici, sotto al 2%.

Sul fronte interno ai partiti mentre nel PD vengono nominati, nonostante le proteste della minoranza, vice segretari del partito Debora Serracchiani e Lorenzo Guerrini, in Forza Italia si registra una grande confusione, si teme sempre per la situazione giudiziaria di Silvio Berlusconi e si paventa una disfatta alle elezioni europee.

L’attesa è per martedì 8, quando verrà presentato il Documento economico finanziario nel quale saranno indicate le coperture necessarie a sostenere il piano di riforme.

NEWS DALLE ISTITUZIONI

È’ iniziato l’esame per laconversione in legge del decreto-legge 20 marzo 2014, n. 34, recante disposizioni urgenti per favorire il rilancio dell’occupazione e per la semplificazione degli adempimenti a carico delle imprese.

Il decreto contiene interventi di semplificazione per specifiche tipologie contrattuali di lavoro (il contratto a termine e quello di apprendistato), per renderle più coerenti con le attuali esigenze del contesto occupazionale e produttivo, nazionale e internazionale. Sono inoltre introdotte disposizioni per aggiornare le procedure finalizzate all’incontro tra domanda e offerta di lavoro, per realizzare la «smaterializzazione» del Documento unico di regolarità contributiva (DURC), nonché per individuare ulteriori criteri per il riconoscimento della riduzione contributiva in favore dei datori di lavoro che stipulano contratti di solidarietà che prevedono la riduzione dell’orario di lavoro e per incrementare le risorse finanziarie destinate alla medesima finalità.

Il capo I reca disposizioni in materia di contratto di lavoro a termine e di apprendistato.

In particolare, l’articolo 1 contiene disposizioni in materia di contratto di lavoro a termine, con l’obiettivo di facilitare il ricorso a tale tipologia contrattuale. In primo luogo, si prevede che il numero complessivo dei rapporti di lavoro a termine costituiti da ciascun datore di lavoro non può eccedere il limite del 20 per cento dell’organico complessivo presente nella stessa azienda, ad eccezione delle imprese che occupano fino a cinque dipendenti, per le quali è sempre possibile stipulare un contratto di lavoro a tempo determinato. Il decreto fa comunque salvo quanto disposto dall’articolo 10, comma 7, del decreto legislativo n. 368 del 2001, che, da un lato, lascia alla contrattazione collettiva la possibilità di modificare tale limite quantitativo e, dall’altro, tiene conto delle esigenze connesse alle sostituzioni e alla stagionalità.

Inoltre viene elevata da dodici a trentasei mesi la durata del rapporto di lavoro a tempo determinato, per il quale non è richiesto il requisito della cosiddetta «causalità», consentendo in tal modo al datore di lavoro di poter instaurare sempre rapporti di lavoro a tempo determinato senza causale, anche nell’ambito di un contratto di somministrazione a tempo determinato, nel limite di durata massima di trentasei mesi. Viene così superata la precedente disciplina che limitava tale possibilità solo al primo rapporto di lavoro a tempo determinato.

Si prevede, inoltre, che l’apposizione del termine è priva di effetto se non risulta, direttamente o indirettamente, da atto scritto. Si prevede, infine, la possibilità di prorogare fino a un massimo di otto volte il contratto a tempo determinato entro il limite dei tre anni, sempre che si riferisca alla stessa attività lavorativa.

L’articolo 2 contiene disposizioni in materia di contratto di apprendistato al fine di semplificarne in parte la disciplina. In particolare viene previsto il ricorso alla forma scritta solo per il contratto e per il patto di prova (e non anche per il relativo piano formativo individuale, come previsto dall’attuale disciplina). Inoltre si provvede all’eliminazione delle attuali previsioni secondo cui l’assunzione di nuovi apprendisti è necessariamente condizionata alla conferma in servizio di precedenti apprendisti al termine del percorso formativo. Lo stesso articolo 2 prevede che la retribuzione dell’apprendista, per il contratto di apprendistato per la qualifica e per il diploma professionale (per l’assolvimento del diritto-dovere di istruzione e formazione), debba fare riferimento, per intero, alle ore di lavoro effettivamente prestate e al 35 per cento del relativo monte ore complessivo di formazione, fatta salva l’autonomia della contrattazione collettiva.

Infine, viene eliminato l’obbligo a carico del datore di lavoro di integrare la formazione di tipo professionalizzante e di mestiere con l’offerta formativa pubblica, sostituendo pertanto l’obbligo in capo al datore di lavoro con un elemento di discrezionalità.

Il capo II reca misure di semplificazione in materia di servizi per il lavoro e di verifica della regolarità contributiva.

In particolare, con le disposizioni di cui all’articolo 3 si intende garantire la parità di trattamento delle persone in cerca di occupazione in uno degli Stati membri dell’Unione europea, indipendentemente dal loro luogo di residenza ai sensi del regolamento (CE) n. 883/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2004. In secondo luogo, si provvede a eliminare il domicilio quale requisito per usufruire delle azioni di politica attiva da parte dei servizi per l’impiego competenti. Entrambe le citate disposizioni concorrono a rendere immediatamente operativa la Garanzia per i giovani la quale, per la fruizione dei relativi percorsi, stabilisce che siano individuati, come requisiti fondamentali, la residenza e la contendibilità del soggetto, consentendo quindi al giovane in cerca di occupazione di rivolgersi a un servizio per l’impiego indipendentemente dall’ambito territoriale di residenza.

Con l’articolo 4 si introduce un significativo intervento di semplificazione riguardante la cosiddetta «smaterializzazione» del DURC attraverso il superamento dell’attuale sistema che impone ripetuti adempimenti amministrativi alle imprese. Tale misura rimette a un decreto ministeriale, da emanare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto-legge, l’individuazione delle specifiche tecniche necessarie a dare pieno e regolare avvio alla procedura. È infine previsto che all’attuazione delle suddette disposizioni, le amministrazioni provvedono con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente e senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.

Infine, l’articolo 5 introduce la possibilità di stabilire, con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, da adottare di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, criteri per l’individuazione dei datori di lavoro beneficiari delle misure previste in caso di ricorso al contratto di solidarietà. Inoltre, in considerazione dell’attuale crisi occupazionale, il medesimo articolo provvede a incrementare le risorse finanziarie destinate a tale finalità a decorrere dall’anno 2014.

Sempre in tema di rapporti di lavoro, è stato approvata in prima lettura alla Camera la proposta di legge relativa a le Modalità per la risoluzione consensuale del contratto di lavoro per dimissioni volontarie.

Il provvedimento si compone di un solo articolo.

Al comma 1 si stabilisce che la lettera di dimissioni volontarie finalizzata al recesso dal contratto di lavoro è sottoscritta, pena la sua nullità, dalla lavoratrice, dal lavoratore, dalla prestatrice d’opera o dal prestatore d’opera, su appositi moduli predisposti con le modalità di cui al comma 4 e resi disponibili gratuitamente dalle direzioni provinciali del lavoro, dagli uffici comunali e dai centri per l’impiego.

Il comma 2 chiarisce cos si intende per  contratto di lavoro, ai fini del comma 1: ovvero qualsiasi contratto inerente ai rapporti di lavoro subordinato di cui all’articolo 2094 del codice civile, indipendentemente dalle caratteristiche e dalla durata, nonché il contratto di collaborazione coordinata e continuativa, anche a progetto, il contratto di collaborazione di natura occasionale, il contratto di associazione in partecipazione di cui all’articolo 2549 del codice civile per cui l’associato fornisca prestazioni lavorative e in cui i redditi derivanti dalla partecipazione agli utili siano qualificati come redditi di lavoro autonomo, nonché il contratto di lavoro instaurato dalle cooperative con i propri soci.

Il comma 3 dispone che i moduli, di cui al comma 1, riportano un codice alfanumerico progressivo di identificazione, la data di emissione, nonché spazi, da compilare a cura del firmatario, destinati all’identificazione della lavoratrice o del lavoratore, ovvero del prestatore d’opera o della prestatrice d’opera, del datore di lavoro, della tipologia di contratto da cui si intende recedere, della data della sua stipulazione e di ogni altro elemento utile.

Secondo il comma 4, i moduli di cui ai commi 1 e 3 hanno validità di quindici giorni dalla data di emissione e sono resi disponibili anche attraverso il sito Internet del Ministero del lavoro e delle politiche sociali.

Il comma 5 dispone che, con apposite convenzioni a titolo gratuito, stipulate nelle forme definite con il medesimo decreto di cui al comma 3, sono altresì disciplinate le modalità attraverso le quali è reso possibile alla lavoratrice, al lavoratore, nonché al prestatore d’opera e alla prestatrice d’opera, acquisire gratuitamente i moduli di cui ai commi 1 e 3, anche tramite le organizzazioni sindacali dei lavoratori e i patronati.

Il comma 6 dispone che il comma 4 dell’articolo 55 del testo unico di cui al decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151, e successive modificazioni, e i commi da 17 a 23 dell’articolo 4 della legge 28 giugno 2012, n. 92, sono abrogati.

È stato definitivamente convertito in legge il decreto-legge 28 gennaio 2014, n. 4, recante disposizioni in materia di capitali detenuti all’estero e in materia tributaria e contributiva.

Nel corso dell’esame alla Camera, è stato approvato un emendamento proposto dal relatore, soppressivo dell’articolo 1 del decreto-legge. Nel testo l’articolo 2, comma 1, lettera a) abroga i commi 575 e 576 della legge di stabilità 2014 contenenti disposizioni finalizzate al riordino delle agevolazioni tributarie. In particolare, tali commi prevedevano che entro il 31 gennaio 2014 fossero adottati provvedimenti di razionalizzazione delle detrazioni per gli oneri di cui all’articolo 15 del TUIR, al fine di assicurare maggiori entrate per 488,4 milioni di euro per l’anno 2014, 772,8 milioni per il 2015 e a 564,7 milioni a decorrere dal 2016. In mancanza di tali provvedimenti, la misura della detrazione per oneri prevista dal TUIR sarebbe stata ridotta dal 19 al 18 per cento per il 2013 e al 17 per cento a decorrere dal 2014. Il comma 1, lettere da b) a d) dispone l’aumento degli obiettivi di risparmio attesi dalla spending review previsti dalla legge di stabilità 2014 (ai commi 427-428) al fine di reperire le risorse necessarie per la copertura delle minori entrate derivanti del riordino delle agevolazioni tributarie previsto dei commi 575 e 576 della legge di stabilità medesima, che vengono soppressi dalla lettera a) del comma 1.

Il comma 2 dell’articolo 2 in esame dispone, infatti, espressamente che agli oneri (in quanto minor gettito) derivanti dalla soppressione dei commi 575 e 576 si provvede mediante i risparmi di spesa di cui alla lettera c).

Il comma 3, al fine di consentire la rapida attuazione della previsione normativa contenuta nell’ultima Legge di Stabilità, che ha disposto una riduzione dei premi e contributi per l’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali (art. 1, comma 128, L. 147/2013, Stabilità 2014), limitatamente al 2014, differisce al 16 maggio 2014 i termini per il pagamento e per l’invio telematico delle denunce retributive, relative ai premi assicurativi.

Il comma 4, con una norma interpretativa, prevede espressamente l’applicabilità della tassa di concessione governativa (articolo 21 della tariffa annessa al D.P.R. n. 641 del 1972) ai contratti di abbonamento per la telefonia cellulare.

L’articolo 3 dispone la sospensione dei termini dei versamenti e degli adempimenti tributari e contributivi, scadenti nel periodo compreso tra il 17 gennaio 2014 ed il 31 luglio 2014, a favore dei soggetti con residenza o sede operativa nei comuni della provincia di Modena colpiti dall’alluvione del 17 gennaio 2014 e individuati dai commi 1 e 4. Il comma 5 detta disposizioni finalizzate alla gestione dei rifiuti prodotti dalla medesima alluvione.

L’articolo 4quantifica gli oneri e reca la copertura finanziaria di alcune delle misure contenute nel decreto legge in esame.

Nel corso della settimana, il viceministro dell’Economia, Luigi Casero, è stato audito dalle Commissioni Congiunte Finanze Camera dei Deputati e Senato sull’attuazione della legge contenente la delega fiscale.

Nel corso dell’audizione al Senato, il viceministro si è soffermato sui temi prioritari, menzionando innanzitutto la riforma del catasto, la quale postula interventi sulle commissioni censuarie e la cooperazione tra Agenzia delle entrate e i comuni. Ha quindi richiamato la dichiarazione dei redditi precompilata quale elemento fondamentale della complessiva semplificazione richiamando la estesa platea di contribuenti complessivamente interessati da tale progetto innovativo.

Ha proseguito citando la questione della riscossione degli enti locali e l’introduzione della fatturazione elettronica, che potrebbero essere oggetto di definizione in tempi più ravvicinati. Ulteriori ambiti oggetto dei provvedimenti delegati sono la disciplina dell’abuso del diritto e dell’elusione fiscale, il sistema sanzionatorio, la giustizia tributaria, la disciplina dell’accertamento e il sistema delle agevolazioni e delle detrazioni, puntualizzando che la tempistica, per la complessità, potrebbe essere diversa.

Ulteriori ambiti di intervento sono rappresentati dalla disciplina delle accise, dalla stabilizzazione del 5 per mille e dalla destinazione dell’8 per mille dell’Irpef.

 

NEWS DAI MEDIA
CONCESSIONI EDILIZIE, ADDIO CARTA. TURSI VARA LA PIATTAFORMA INFORMATICA Tutte le domande andranno online dal 5 maggio. Nel 2013 depositate 8000 pratiche. (Repubblica.it)

MILANO, GLI INGEGNERI IN ESUBERO SI VENDONO SU EBAY

Sono 419 ‘eccellenze’, in vendita su eBay. In carne e ossa. Ingegneri, matematici e informatici della Micron, che dal 7 aprile saranno – salvo miracoli – in mezzo ad una strada a causa degli esuberi annunciati dalla società americana. Solo che i lavoratori stanno ingaggiando una battaglia di informazione soprattutto sul web: tra hashtag su Twitter, post su Facebook e foto, la vicenda sta diventando un caso nazionale. Anche perché negli anni scorsi Micron ricevette 150 milioni di euro di contributi pubblici per creare 1.500 posti di lavoro. lI sito produttivo più colpito dai tagli è quello milanese di Agrate: 223 ‘eccedenze’ su 507 addetti. Ma sorte simile toccherà pure a quello di Vimercate. (La Repubblica)

IN EUROPA L’EDILIZIA È RESPONSABILE DEL 40% DEI CONSUMI ENERGETICI

Registrato un aumentato del 50% rispetto al 1980, in controtendenza rispetto all’industria che invece registra nello stesso periodo un meno 11%. (Adnkronos)

GREEN BUILDING: COSI’ SI RIDUCONO I CONSUMI DELL’EDILIZIA

La seconda edizione del Forum Abitare Verde, promosso dall’associazione Pentapolis Onlus, si svolgerà a Roma il 9 aprile alla Casa dell’Architettura. Un incontro per discutere di urbanistica, efficienza energetica, riqualificazione, social housing, prodotti e tecnologie a impatto zero, soluzioni, certificazioni e strumenti innovativi per promuovere il green building. (Il Cambiamento)

POLITECNICO PREMIERA’ I SUOI ALLIEVI ECCELLENTI

Il progetto del rettore Gilli: più formazione e meno tasse per gli studenti meritevoli. U modo per venire incontro alla riduzione delle risorse da parte delle Regioni. Il timore che gli aspiranti ingegneri siano attratti da altri atenei. (La Repubblica)

POLIMI WALKS, LA STORIA DELL’ARCHITETTURA MILANESE, RACCHIUSA IN UNA APP

Conoscere e apprezzare dal vivo duecentocinquanta edifici firmati da laureati illustri del Politecnico di Milano. Ecco Polimi Walks, l’applicazione che localizza l’utente tramite il proprio smartphone e segnala i punti di interesse vicini alla sua posizione. (La Repubblica)

ICMQ E COLLEGIO DEGLI INGEGNERI E ARCHITETTI DI MILANO PER UN AGGIORNAMENTO DEI PROFESSIONISTI SUGLI OBBLIGHI NORMATIVI

ICMQ, organismo di certificazione leader nel settore delle costruzioni, è stato scelto dal Collegio degli ingegneri e architetti di Milano come partner per l’organizzazione a Milano di un ciclo di corsi focalizzati sugli obblighi dei professionisti per quanto riguarda la scelta dei prodotti da impiegare nelle costruzioni e la verifica della loro adeguatezza, anche dal punto di vista documentale. (Edilportale.com)
Ddl SUOLO: ANCE E ARCHITETTI, SI RISCHIA BLOCCO OPERE UTILI

Ance e Architetti, da sempre promotori di politiche a tutela del territorio e contro l’abusivismo, condividono pienamente l’allarme dell’Anci sulla proposta di legge del Governo per la salvaguardia del territorio. La riqualificazione e’ il futuro delle nostre citta’ sotto il profilo energetico, ambientale ed economico. E’ il commento dell’Associazione dei costruttori e del Consiglio nazionale degli Architetti in merito alle dichiarazioni del delegato Anci all’Urbanistica, Andrea Ferrazzi, sul disegno di legge del Governo sul consumo del suolo attualmente all’esame della Camera. ”Si tratta di un provvedimento condivisibile negli obiettivi ma non nei metodi utilizzati per raggiungerli” dichiara il presidente dell’Ance, Paolo Buzzetti, ”che rischiano di bloccare opere utili e importanti investimenti economici necessari per la modernizzazione e riqualificazione delle aree urbane”. ”Per ottenere la riduzione del consumo di suolo – commenta Leopoldo Freyrie Presidente del Consiglio Nazionale Architetti PPC – bisogna passare necessariamente dal RIUSO delle aree urbanizzate: in assenza di norme che promuovano effettivamente la rigenerazione urbana sara’ impossibile rispondere alle esigenze abitative e sociali e si blocchera’ ogni trasformazione delle citta”’. Il testo in esame al Parlamento, infatti, cosi’ come formulato, non contiene norme chiare, non da’ certezza del diritto e non incentiva la riqualificazione bloccando indiscriminatamente tutti gli interventi previsti dai piani regolatori dei Comuni senza adeguati criteri. In questo modo, secondo Ance e Architetti, si mettono a rischio investimenti importanti per il territorio, anche esteri, che possono essere utili a perseguire gli obiettivi che il Governo stesso ha annunciato come il Piano scuole e il Piano di prevenzione contro il dissesto idrogeologico. Infine l’Ance e il Cnappc sottolineano che la legge deve tutelare i diritti acquisiti. ”Troppo spesso, invece, abbiamo assistito a rimandi a decreti attuativi che, in barba alle scadenze previste, si sono prolungati per mesi e anni, paralizzando imprese e cittadini”. (Asca)

NON C’E’ ARCHITETTURA SENZA FILOSOFIA

Perché teoria e mestiere servono più dell’alta tecnologia. Una disciplina da ridefinire. (Corriere della Sera) Il filosofo Roberto Esposito ha pubblicato una giusta protesta per una normativa che vorrebbe eliminare da alcune facoltà, come Pedagogia o Scienza dell’Educazione, gli insegnamenti di filosofia teoretica. È quello che sta avvenendo purtroppo anche nelle facoltà di Architettura, una soppressione che sembra volersi accompagnare in modo simmetrico a quella della riduzione degli insegnamenti di mestiere e della proibizione agli insegnanti di praticare la professione, cioè di fare esercizi di progetto per poterla insegnare. Ma per un architetto, obiettivo della propria carriera di allievo universitario è proprio la teoria e la pratica della costruzione del progetto. Tale progetto si fonda sulla conoscenza del proprio mestiere dei suoi compiti, dei suoi obiettivi, dei suoi metodi e dei suoi fondamenti. Senza confondere ricerca con ideologia della ricerca, cioè con la falsa coscienza che è offerta dallo stato di incertezza che pervade oggi la cultura dell’architettura come pratica artistica, per chi vuole diventare architetto il campo essenziale della ricerca deve essere il progetto, la cui forma è il luogo di sintesi tra teoria e prassi.